Tè e bellezza

01/12/2015
by Pietro Ginesi

Il Tè, come altre piante in natura, può essere un ottimo alleato non solo per la salute ma anche per la bellezza.. Si tratta di massaggi fatti con compresse di erbe ricchissime di proprietà. In base allo stesso principio anche le foglie di Tè possono diventare un favoloso alleato di bellezza per il corpo. Ecco alcune semplici ricette che potete preparare anche a casa.

Maschera rivitalizzante: Applicate sul viso e sul collo foglie di Tè verde appena infuse e lasciate riposare per una ventina di minuti. Risciacquare con cura.

Tonico astringente: Preparate un infuso carico di Tè nero, aggiungere il succo di un limone, filtrare e usare come un comune tonico. I tannini contenuti nel Tè liberano i pori dalle impurità rendendo la pelle elastica, migliorando il tono e la carnagione.

Bagno alle foglie di Tè: Fare un bagno aggiungendo alla vasca foglie di Tè e petali di rosa è un buon rimedio contro stress, ansia e insonnia.

Speciale Rum

01/12/2015
by Pietro Ginesi

Sono considerati i migliori Rum al mondo. Prodotti in Jamaica dal 1749, i Rum Appleton rappresentano un riferimento per tutti gli appassionati.

 

Con sentori di aromi di pane tostato, miele e zucchero raffinato i Rum Appleton sono ricchi di persistenza aromatica. I rum nati esclusivamente per i proprietari, rappresentano oggi un prodotto molto apprezzato da un pubblico di intenditori; Torrefazione Montevecchio propone nel mese di settembre i pregiati Rum Appleton a prezzi scontati.

 

Si parte con la proposta per il sorseggio, rappresentata dal Rum Estate XV; si prosegue con la bottiglia invecchiata 20 anni, Estate Reserve, consigliata per piacevoli cocktail; si continua con la versione di Rum invecchiato 12 anni in botti di rovere, nella versione Estate Extra e si finisce con la bottiglia più pregiata grazie ai suoi 21 anni di invecchiamento in botti di rovere, rappresenta una soluzione ideale per il sorseggio per una completa esperienza di piacere.

 

Per gustare il sapore del vero Rum Appleton approfitta delle nostre OFFERTE e prova  la versione più adatta ai tuoi gusti.

Per chi ama invece i rum della Repubblica Dominicana da oggi è possibile acquistare sul nostro sito la linea RUM OPTHIMUS della Oliver & Oliver.

 

Il Tè: Storia, benefici e consigli.

01/12/2015
by Pietro Ginesi

I benefici del tè.

Il tè racchiude in sé diversi benefici per la salute e l’organismo.
Una bevanda antichissima che deriva dall'infusione delle foglie di una pianta arbustiva della famiglia delle teacee (Camellia Sinensis), originariamente coltivata in Cina e Giappone che nel tempo si è diffusa in India, Indonesia e Ceylon.

La pianta del tè è un sempreverde che vive in ambienti caldi e umidi. Una combinazione di altezza e di umidità favorisce una crescita lenta della pianta, che produce in queste condizioni le foglie migliori. I tè più pregiati, infatti,  sono quelli che si coltivano ad altezze superiori ai 1500 metri.
I tè più esclusivi vengono da soli cinque paesi - Ceylon (Sri Lanka), Cina, Formosa (Taiwan), India e Giappone. L'India è il più grande produttore del tè del mondo. Tuttavia, ci sono altri ventitre paesi produttori che offrono  tè di buona qualità. L'Indonesia, per esempio, produce il Java Taloon, il Sikkim, un piccolo protettorato indiano in Himalaya, produce un tè che rivaleggia con il Darjeeling. Il Nepal, con le relative piantagioni sull' Everest, produce un buon tè. La Turchia e l'Iran nel Medio Oriente, il Brasile e l'Argentina nel Sudamerica e la Tanzania, il Malawi, il Kenia, la Sudafrica e l'Uganda producono tè medi destinati solamente alle bustine
Grazie alla ricca concentrazione nelle foglie di catechine e polifenoli  il tè sta oggi riscuotendo grande attenzione da parte della comunità scientifica per i suoi effetti benefici
Consumato fin dal 2700 a.C, il te è diventato nel tempo un rituale che caratterizza gli usi e i costumi di molti popoli.
Secondo la leggenda, l'abitudine di bere il tè  cominciò intorno al 2737 B.C. quando alcune foglie di tè caddero per sbaglio in una bacinella contenente dell'acqua bollente che apparteneva all'imperatore cinese Shen Nung.
In Europa il tè fece la sua prima apparizione molto più tardi, verso la fine del XVII secolo. Si attribuisce a Caterina di Braganza, principessa portoghese e moglie del re Carlo II d'Inghilterra, il merito di aver diffuso la moda dell' "afternoon tea" in Inghilterra.
Le popolazioni antiche hanno sempre creduto nelle proprietà curative dell'infuso della Camelia Sinensis (la pianta del tè) che era allo stesso tempo anche una bevanda rinfrescante e ricca di sapore.Oggi, gli scienziati stanno dimostrando che quelle antiche credenze avevano fondamento scientifico.  Studi recenti, sia sul tè nero che su quello verde, hanno dimostrato che i residui naturali del tè possono, infatti, contribuire al mantenimento della buona salute.

Le varietà esistenti:

Ci sono 4 varietà di tè tutte provenienti dalla stessa pianta, la Camellia Sinensis:

Tè Bianco: è uno dei tè più pregiati che ed è prodotto in Cina e in Sri Lanka ( Ceylon nella terminologia del tè). Per produrlo vengono selezionati i germogli non ancora aperti, appassiti per far evaporare l'umidità naturale e poi seccati o cotti al vapore.  Il tè che ne deriva è giallo chiaro, con un basso contenuto di caffeina e con un gusto delicato e leggermente dolce. Questo tè è conosciuto come aghi d'argento per il colore argenteo delle sue  foglie secche.

Tè Verde: Il tè verde è non fermentato (cioè non ossidato). Le foglie appena colte vengono asciugate, arrotolate e quindi trattate con aria calda per fermare una possibile ossidazione che marcirebbe le foglie. Poiché non è ossidato, il tè verde mantiene il relativo colore verde scuro naturale e il suo tannino e contiene solamente l'1% di caffeina. Contiene inoltre notevoli quantità di vitamina C, di clorofilla e di minerali. Ha qualità rinfrescanti e calmanti.

Tè Oolong: Il tè Oolong è  parzialmente ossidato. Proviene principalmente viene dalla Cina e da Taiwan (ancora conosciute come Formosa nella terminologia del tè). Le foglie vengono lavorate subito dopo la loro raccolta. In Cina, il periodo di ossidazione o di fermentazione di questo tè è fermato dopo  1-1/2 - 2 ore (fermentazione 12-20%), mentre a Taiwan (Formosa) il periodo di fermentazione è più lungo (60-70%). La conseguenza di questa differenza di fermentazione produce dei tè Olong più scuri e ricchi nel sapore a Formosa che in Cina. Il gusto è più delicato del tè nero, ma  meno fresco del  tè verde.

Tè Nero: il tè nero viene prodotto in varie regioni del mondo e con processi e lavorazioni differenti.
Il tè nero è ottenuto invece facendo prima seccare le foglie, rollandole, sottoponendole a fermentazione ed infine essiccandole con aria calda Il tè nero può essere assaporato liscio o con l'aggiunta di zucchero, latte, miele o  limone (a seconda del tè specifico).

La buona abitudine inglese di sorseggiarlo alle 5 del pomeriggio permette di acquisire una serie di sostanze tipiche di questa bevanda molto utili per la nostra salute.

Il tè fa bene alla linea perchè è depurativo e digestivo, inoltre presenta delle sostanze che fanno bene alla salute infatti è ricco di flavonoidi che hanno dei fortissimi potenti antiossidanti e servono per ritardare l’invecchiamento, in pratica ingannano i radicali liberi e prevengono anche la comparsa di tumori.
Il tè fa bene al cuore e alle arterie, pare infatti che consumarlo regolarmente faccia diminuire il rischio di infarti e malattie cardiache, questo accade perchè impescisce l’ossidazione del colesterolo cattivo.
Il tè aiuta a tonificare il nostro corpo, la teina è l’artefice di tutto questo e aiuta a rimanere concentrati e a non sentire la fatica.

L’estratto del tè verde ad esempio è efficace nella riduzione del colesterolo, nell’abbassamento dei trigliceridi nel sangue e nel miglioramento della funzione vascolare.
Questi dati sono il frutto di una ricerca italiana dell’AIIPA (Associazione italiana Industrie prodotti alimentari) su un campione di 14 persone valutate dopo 7 giorni di somministrazione con placebo e dopo 5 settimane di integrazione giornaliera con un estratto di te verde che aveva un contenuto medio di 375 mg di catecolo e 150 mg di caffeina Dall'analisi dei risultati è emerso che, l'estratto di te verde ha determinato una riduzione del 37,4 per cento, della concentrazione del colesterolo Ldl, un abbassamento dei trigliceridi nel sangue e un miglioramento della funzionalità vascolare, confermando l’efficacia del Tè verde per il benessere dell'organismo.
Non a caso il Tè è la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua.

Il tè verde è ottenuto dalle foglie fresche della pianta del tè che vengono prima trattate con il vapore, poi rollate e infine essiccate ad alte temperature
Una tazza di tè verde fornisce circa 200 mg di flavonoidi, la maggior parte dei quali vengono rilasciati nella bevanda nel primo minuto di infusione. Tempi di preparazione più brevi corrispondono al rilascio di meno flavonoidi. L’assunzione di tre tazze di tè al giorno per un periodo di due settimane fa aumentare di circa il 25% la concentrazione di flavonoidi nel sangue

Consigli:
Come Conservare il tè:
Il tè assorbe gli odori dall'atmosfera ed è sensibile all'umidità. Per una corretta conservazione si consiglia un contenitore ben chiuso e un luogo fresco lontano da alimenti con odori forti come caffé e spezie.
La conservazione varia a seconda della tipologia: dai due anni per un tè nero. Un anno per il tè verde.
Un tè non correttamente conservato perde il suo aroma e avrà un gusto amarognolo.

Come preparare una tazza di buon tè:
Per preparare una buona tazza di tè serve:  acqua buona, una giusta quantità di tè giusta e un corretto tempo d'infusione. I sapori delicati del tè possono essere alterati da un’eccessiva durezza dell’acqua o impurità. Per i tè neri è necessario che l’acqua sia in ebollizione. I tè Oolongs preferiscono un'acqua vicina al punto di ebollizione. I tè verdi e bianchi vanno immersi in un'acqua che non abbia ancora raggiunto il punto di ebollizione ( 80 ° circa) altrimenti rischiano di diventare amari..

Lo zucchero nel tè:
Gli esperti di tè suggeriscono che di bere il tè senza zucchero. Per la delicatezza della bevanda infatti lo zucchero rischia di snaturare il suo sapore.
Questa indicazioni è però poco rispettata in Europa dove è forte l’abitudine di zuccherare una tazza di tè. Il consiglio è quello di abituarsi a ridurre gradualmente lo zucchero e provare ad assaporarlo al naturale, per gustarne appieno i sapori e gli aromi.

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Il Miele: Origini, Varietà e Benefici

01/12/2015
by Pietro Ginesi
Virgilio lo definiva “dono celeste della rugiada”.
A Sparta il miele era utilizzato per l’imbalsamazione dei re.
Altre definizioni lo vogliono “nettare degli Dei”.
Stiamo parlando di un prodotto naturale antico e sempre apprezzato: il miele.

Il miele è il risultato della trasformazione del nettare da parte delle api. Le api raccolgono dai fiori il nettare che, dopo vari passaggi da un’ape ad un’altra, s’impoverisce d’acqua e modifica la composizione, grazie all’intervento degli enzimi presenti nella saliva delle api stesse.
Esistono molte varietà di miele. Acacia, millefiori, tiglio, castagno: si differenziano per sapore (acacia delicato, castagno amarognolo), colore (acacia chiaro-trasparente, castagno scuro, quasi nero) e aroma (aprendo un vasetto di miele di acacia il profumo è delicato, quello di castagno molto più pungente). Inoltre esistono profonde differenze anche nell’ambito della stessa tipologia di miele, in funzione della zona di produzione.

Il miele può essere considerato un alimento di riserva: solo le api (e pochi altri insetti) fanno miele. Accumulano scorte di cibo e risolvono il problema trasformando il cibo fresco estivo in un alimento a lunga conservazione. Il miele è una fonte di zuccheri semplici ed è quindi un cibo altamente energetico e dolcificante. Non è necessaria nessuna trasformazione per essere consumato.
I principali componenti del miele
acqua, zucchero (fruttosio, glucosio, maltosio), acidi (gluconico, citrico, malico, succinico, acetico, formico, lattico, butirico, piroglutaminico, amminoacidi), proteine, sali minerali (potassio, sodio, calcio, magnesio, cloridico, solfati, fosfati, etc.), pigmenti (carotene, clorofilla, derivati dalla clorofilla), sostanze ed aromi dei fiori (esteri, aldeidi, alcool), tannino, enzimi (invertasi, diastasi), fosfati e vitamine.
I benefici del miele:
Usato esternamente favorisce la cicatrizzazione di bruciature e ferite, attenua le irritazioni della gola ed è un rimedio utilizzato anche per l’insonnia.
E' utile anche ai costipati e combatte le fermentazioni. E’ un ricostituente e antianemico. Può essere impiegato ogni giorno.

Il miele è un dolcificante naturale con abbondanza di glucosio e fruttosio. Per cui il miele è un'ottima fonte naturale di energia.
Per chi fa sport il miele rappresenta un importante alimento perchè  fortifica i muscoli, aumenta la resistenza e favorisce il recupero. L' assimilazione non richiede sforzo poiché è un alimento predigerito dalle api le quali lo arricchiscono anche di enzimi vivi importanti per l'assimilazione. Chi soffre di disturbi digestivi, non avranno che da guadagnare nel sostituire il miele al normale zucchero, è anche indicato per l'ulcera gastrica.
Elevata capacità di irrobustire il sistema immunitario dell'organismo.
La sua azione benefica e antibiotica agisce positivamente in caso di bruciature o ferite da taglio grazie alla sua azione antisettica. Il miele è indicato spesso come rimedio a mal di gola e per l'insonnia.
Ma i benefici del miele non sono finiti qui, esso è infatti un'ottima soluziona a placare i postumi di una sbronza. Gli zuccheri contenuti nel miele, in primis il fruttosio, aiutano l'ossidazione dell'alcool nel fegato.
Il mielel è a tutt’oggi un composto complesso non ancora del tutto conosciuto. Diversi studi recenti hanno evidenziato nuove molecole presenti in sostanze contenute in modeste quantità, ma che risultano spesso di notevole importanza dietetica e farmacologica.

Alcuni benefici per il nostro organismo:

apparato digerente: azione protettiva, stimolante e regolatrice
cuore: azione cardiotropa
fegato: azione protettiva e disintossicante
muscoli: aumento della potenza fisica e della resistenza
ossa: fissazione del calcio e del magnesio
polmoni: azione antisettica
prime vie respiratorie : azione antisettica, decongestionante e calmante della tosse
reni: azione diuretica
sangue: azione antianemica


Le principali varietà di miele e le loro proprietà:

MIELE DI ACACIA
Sapore: delicato di confetto, fine, vellutato
Proprietà: corroborante, lassativo, antinfiammatorio per la gola, patologie dell'apparato digerente, disintossicante del fegato, contro l'acidità di stomaco
 
MIELE DI ARANCIO
Sapore: aromatico gradevolmente acidulo
Proprietà: cicatrizzante per le ulcere, antispasmodico, sedativo. Contro l'insonnia e l'eccitazione nervosa
 
MIELE DI BOSCO
Sapore: forte, di vegetale fresco, di zucchero caramellato
Proprietà: indicato negli stati influenzali
 
MIELE DI CASTAGNO
Sapore: intenso con retrogusto leggermente amaro
Proprietà: favorisce la circolazione sanguigna, antispasmodico, astringente, disinfettante delle vie urinarie. Consigliato per anziani e bambini.
 
MIELE DI GIRASOLE
Sapore: non molto dolce, asciutto, con aroma di polline
Proprietà: antinevralgico, febbrifugo, consigliato contro il colesterolo. Calcifica le ossa
 
MIELE DI ERBA MEDICA
Sapore: delicato, neutro, raschia leggermente in gola
Proprietà: tonificante, antinfiammatorio, per gli sportivi dopo una gara
 
MIELE DI ERICA
Sapore: forte floreale che ricorda l'anice
Proprietà: azione antireumatica, antianemico ricostituente
 
MIELE DI EUCALIPTO
Sapore: di malto, zucchero caramellato
Proprietà: azione antibiotica, antiasmatico, anticatarrale. Utile per la tosse
 
MIELE DI MELATA D'ABETE
Sapore: resinoso, come di zucchero caramellato
Proprietà: antisettico polmonare e delle vie respiratorie
 
MIELE DI MELATA DI QUERCIA
Sapore: di colore dall'ambra scuro al marrone scuro. Cristallizza raramente. Leggermente amaro.
Proprietà: antianemico. Apprezzato dagli atleti per l'elevato contenuto di sali minerali
 
MIELE MILLEFIORI
Sapore: molto delicato, senza retrogusti particolari
Proprietà: azione disintossicante del fegato
 
MIELE DI CON MUGO O GINEPRO
Sapore: aromatico tipico delle essenze montane
Proprietà: particolarmente indicato nelle affezioni respiratorie
 
MIELE DI TARASSACO E MELO
Sapore: marcato, persistente, caratteristico, astringente
Proprietà: diuretico, depurativo, azione benefica sui reni
 
MIELE DI TIGLIO
Sapore: di mentolo, balsamico, molto persistente e tipico
Proprietà: sedativo dei dolori mestruali, calmante, diuretico, digestivo. Indicato per le tisane espettoranti. Ha proprietà sudorifere. Contro l'insonnia e l'irritabilità
 
MIELE DI TIMO
Sapore: intenso e persistente, miele aromatico
Proprietà: antisettico, calmante, febbrifugo, tonico
 
MIELE DI TRIFOGLIO
Sapore: intenso e persistente, miele aromatico
Proprietà: antisettico, calmante, febbrifugo, tonico
 
MIELE DI RODODENDRO
Sapore: molto delicato, leggermente piccante in gola
Proprietà: ricostituente, calmante dei centri nervosi è utile contro l'artrite
 
POLLINE DEI FIORI
Sapore: di vegetale non sempre gradito; si può consumare nello yogurt, latte
Proprietà: alimento proteico, ideale come antistress


Come conservare il miele:
Per la buona conservazione del miele si consiglia un ambiente asciutto e con temperatura non superiore ai 25°C e non inferiore ai 5 °.( quindi non in frigo).
Nell’uno e nell’altro caso le proprietà organolettiche del miele scadrebbero velocemente,.
Il miele non va esposto alla luce del sole (e nemmeno accanto a fonti di calore) perché, come tutti gli alimenti naturali, risente dell’effetto delle radiazioni solari. Considerati la ricchezza di zuccheri e il basso quantitativo di acqua, il miele tende ad assorbire umidità dall’ambiente esterno: per questo si consiglia di conservare il miele in ambienti asciutti.

Il cioccolato: Tipologie e Benefici

01/12/2015
by Pietro Ginesi

Storia e origini del cioccolato:

L’albero del cacao, che produce i semi da cui si estrae la polvere per la realizzazione del cioccolato, cresce spontaneamente lungo i bacini dell’Orinoco e del Rio delle Amazzoni. La storia ci dice che i primi a sfruttare questa pianta furono i Maya che intorno al 600 d.C. la introdussero nella penisola dello Yucatan. Le terre che si estendono fra la penisola dello Yucatàn, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala furono quindi le prime a vedere l’inizio della storia del cioccolato.
Altre popolazioni precolombiane che lo coltivavano erano gli Olmechi e i Toltechi che ne estesero la produzione fino alle zone interne del Messico.

Per gli Aztechi i semi di cacao avevano soprattutto valore mistico e religioso. I semi venivano tostati, macinati e, uniti ad un liquido, venivano sbattuti fino a risultare una bevanda spumosa denominata Xocolatl. Si usava bevuta fredda, era amara e poco gustosa e quindi tutt’altro che la golosità oggi tanto apprezzata. In effetti veniva assunta come medicamento e serviva ad eliminare la fatica e a stimolare le forze fisiche e mentali favorendo la meditazione e la trascendenza.

La leggenda dice che la coltura del cacao fu sviluppata dal terzo re Maya: Hunahpu.
Il frutto di tale pianta era considerato talmente prezioso che era utilizzato anche come moneta presso la popolazione Maya.
Intorno al X secolo, avvolto dal mistero, si assiste alla distruzione di questa grande civiltà.

Il suo primo contatto con gli europei fu nel 1502 quando Cristoforo Colombo, durante il suo ultimo viaggio nelle “Indie Occidentali”, sbarcò a Guanja (isola al largo dell’Honduras). Gli indigeni lo accolsero offrendogli una tazza di xocoatl ma, a causa dello sgradevole sapore dell’amara bevanda, il navigatore non gli diede alcuna importanza. Il figlio (Fernando) scrive così nel diario di bordo: “gli indiani tenevano molto da conto quella sorta di mandorle perché quando una di esse cadeva a terra tutti si affannavano a raccoglierla come se fosse loro caduto un occhio dalla testa” (da Laurencich Minelli, La storia della cioccolata, Esculapio, Bologna, 1997).
schiuma che era considerata la parte più prelibata. I commercianti (pochtecas) e quasi sicuramente anche i soldati lo consumavano sotto forma solida, per comodità.

La reale diffusione del cioccolato in Europa avvenne dal 1585, anno in cui giunse il primo carico commerciale di cacao proveniente da Veracruz. Da quel momento in poi vennero organizzati trasporti regolari fra le colonie spagnole d'America e la madrepatria.
Nel secolo XVII alcuni cioccolatieri di Venezia, di Firenze, ma soprattutto di Torino, divennero grandi esperti nell'arte di preparare il cacao ed esportarono i loro prodotti in tutta Europa.
Nel XVII secolo, la cioccolata aveva conquistato quasi tutti. Nutriente, digestiva, stimolante, afrodisiaca, efficace contro l'ipocondria, stimolante, utile per l'alito e per la voce, queste erano le principali qualità riconosciute in questa bevanda.
In questo secolo, in Europa, comparvero le prime fabbriche di cioccolato, subentrando ai monasteri e ai conventi. Il primo documento che riguarda la produzione di cioccolato in Italia è del 1678 e si conserva negli archivi storici di Torino.


Le varie tipologie:

Oggi il cioccolato è ampiamente tutelato e regolamentato. Ad esempio può fregiarsi del nome “cioccolato” soltanto un prodotto costituito di granelli di cacao, cacao magro e cacao in polvere, saccarosio e burro di cacao.
Il burro e la polvere di cacao vengono ricavati dalla pianta "Teobroma cacao", che in greco significa "bevanda degli Dei" (e non poteva essergli dato un nome piu' appropriato, nel 1734, dal naturalista Linneo!); piu' precisamente, dalla parte grassa dei semi che si trovano nei frutti di quest'albero (grandi come noci di cocco e chiamati cabosse) .
Il cioccolato per dirsi tale, deve contenere almeno il 25% di sostanza secca totale di cacao, almeno il 14% di cacao secco sgrassato e il 18% di burro di cacao. in commercio ne troviamo una varietà notevole; dovute ad una diversa lavorazione e tostatura dei semi di cacao oltre all’aggiunta di altri prodotti come menta nocciola, uva etc.
Viene definito cioccolato puro soltanto quello prodotto con burro di cacao e senza grassi vegetali aggiunti; e' definito semplicemente cioccolato, invece, quello prodotto con l'aggiunta di grassi vegetali in quantita' non superiore al 5% del peso del prodotto finito, e in aggiunta (e non in sostituzione) alle percentuali minime di burro di cacao gia' previste dalla vigente normativa sul cioccolato. Vengono infine definiti surrogati o prodotti a base di cacao quelli contenenti piu' del 5% di grassi vegetali. Per i prodotti contenenti altri grassi oltre al burro di cacao, dovra' obbligatoriamente comparire in etichetta la dicitura "contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao", in modo ben visibile e chiaramente leggibile; possono essere utilizzati esclusivamente i seguenti sei grassi: burro di illipe', grasso e stearina di shorea robusta, burro di karite', burro di cocum, nocciolo di mango, olio di palma (naturalmente questi grassi sono meno costosi e pregiati del burro di cacao).

Di seguito i vari tipi di cioccolato:

- fondente: e' composto da pasta di cacao, burro di cacao e zucchero;
Oggi l cioccolato fondente contiene solo pasta di cacao, burro di cacao, zucchero, vaniglia e, a volte, lecitina (un emulsionante) in quantitativi variabili. La percentuale di cacao deve essere almeno del 45% e il burro di cacao il 28%. I migliori risultati in cucina si ottengono quando si impiega del cioccolato con un contenuto di cacao del 50%. Oltre che per essere gustato in tavolette, è adatto per torte e dessert.

- fondente extra: Il cioccolato extrafondente contiene una percentuale di cacao che può superare addirittura il 70% del peso ed è di altissima qualità di cui almeno il 28% di burro di cacao e non piu' del 55% di zucchero;

- al latte: e' composto da pasta di cacao, burro, zucchero e latte in polvere; 100 gr. di cioccolato al latte contengono 565 calorie;
il cioccolato al latte differisce da quello fondente per il minor contenuto di cacao (minimo 30%) e per la dolcezza e morbidezza conferitagli dal latte; nasce nel 1875 ad opera dello svizzero Danielo Peter, grazie all'invenzione del latte condensato di Henri Nestle';

Cioccolato bianco
esente da materie coloranti, ottenuto da burro di cacao e saccarosio, nonché dal latte e da materie provenienti dalla disidratazione parziale o totale del latte intero del latte parzialmente o totalmente scremato ed eventualmente da crema parzialmente o totalmente disidratata, da burro o da grasso butirrico.


Gli effetti del cioccolato:

Sono numerosi gli effetti benefici che il cioccolato ha sull'organismo:

la polvere di cacao possiede un potere anticariogeno dovuto alla presenza di tre tipi di sostanze: i tannini, che impediscono la proliferazione batterica, il fluoro, che migliora lo smalto ed i fosfati, che agiscono contro gli acidi formati dal metabolismo degli zuccheri; Il cioccolato quindi non favorisce la carie

- e' un toccasana anche per la mente, in quanto il fosforo combatte l'affaticamento mentale, mentre la caffeina stimola il sistema nervoso e la teobromina aiuta a concentrasi;

- e' uno stimolante ed un antidepressivo poiche' favorisce la produzione delle endorfine (un gruppo di oppioidi prodotti naturalmente dal cervello, con un'azione simile a quella della morfina, stimolando le sensazioni di euforia e attenuando il dolore); contiene anche una certa quantita' di feniletilamina, che fa parte delle sostanze cosiddette simil-lisergiche, cioe' simili all'LSD; il nostro cervello produce naturalmente la feniletilamina in associazione con sentimenti di desiderio fisico e forse addirittura d'amore, ma puo' arrivarvi per via ematica dopo aver consumato una tavoletta di cioccolato! Inoltre, la cioccolata ha il potere di stimolare la produzione di serotonina, uno dei principali neurotrasmettitori, che svolge un'azione inibitoria e tranquillizzante (favorisce tra l'altro l'assopimento, aiutando di conseguenza anche a combattere l'insonnia); infine, contiene la teobromina, in grado di aumentare la concentrazione e la prontezza di riflessi;

- i polifenoli contenuti nel cioccolato, inoltre, hanno un'azione antipertensiva, mentre le procianidine combattono il colesterolo cattivo e l'ossidazione;

- infine, i flavonoidi aiutano a prevenire l'ossidazione ed i radicali liberi, combattendo cosi' le malattie cardiovascolari.

La cioccolata fondente, a sole due ore dall’assunzione, provoca un miglioramento della funzione vascolare coronarica, una riduzione dell’aggregazione piastrinica e una vasodilatazione coronarica

Il Cioccolato, Benessere

01/12/2015
by Pietro Ginesi

Scoperto dagli Aztechi 4000 anni fa, questo goloso alimento è in grado di stimolare effetti benefici sia sul corpo che sulla mente...

Provalo per:

Aiurare il cuore. Il cioccolato contiene i flovonoidi, antiossidanti che aiutano a difendere la salute di arterie e cuore, attraverso un'efficace azione rilassante delle pareti dei vasi sanguigni.

Migliorare l'umore. Mangiare cioccolata mette di buon umore perchè stimola il rilascio di endorfine e fa umentare i livelli di serotonina, il cosiddetto "ormone della felicità".

Curare la tosse. Il cacao contiiene teobromina, un alcaloide naturale presente nelle piante di cacao, che aiuta a combattere la tosse persistente e non ha effetti collaterali dannosi sul sistema cardiovascolare e nervoso.

 
Sconfigge l' emicrania. Secondo una ricerca della Missouri State University, una tazza di cioccolata ricavata dalla polvere di cacao sarebbe un sollievo contro il mal di testa. Il cacao puro ha infatti effetti antinfiammatori utili per la prevenzione e cura del mal di testa.
 

*CURIOSITA'

 Nel 2000 a Torino è stata realizzata una tavoletta di cioccolata di 1500 chili che si è guadagnata il Guinnes dei Primati.
(Naturalmente i benefici effetti del cioccolato si possono ottenere gustandone una quantità moderata).
 

 USA IL CIOCCOLATO PER:

  • I massaggi. Il cioccolato è utile per trattamenti drenanti, contro cellulite e ritenzione idrica . Fai sciogliere a bagno bagnomaria 500 grammi di cioccolato fondente, poi aggiungi 3 goccie di olio essenziale di lavanda e 2 di rosmarino. Otterrai una ricetta fai da te per un massaggio al cioccolato!
  • La belezza dei capelli. Per vivacizzare il colore dei capelli castani, mescola un cucchiaio di cacao amaro in polvere con il tuo balsamo preferito e lascialo in posa per 10 minuti, dopo lo shampoo. Avrai capelli morbidi e lucenti, oltre a profumare come un cioccolatino!
  • Uno scrub per il corpo. Prova a mescolare 2 cucchiai di scaglie di cioccolato con una tazza da tè di miele, più 2 cucchiai di semolino e mescola bene. Spalma la miscela così ottenuta su tutto il corpo, insistendo soprattutto nelle zone più ruvide (gomiti, ginocchia, talloni).

Il caffè, origini e consigli

01/12/2015
by Pietro Ginesi
Storia e origini:
Il caffé è il seme di una pianta tropicale della famiglia delle Rubiacee che cresce a una altitudine tra 400 e 2000 metri e ad una temperatura tra 20' e 25T.
Di origine molto antica, il caffé risulta essere una delle bevande più diffuse e versatili al mondo. Delle circa sessanta speci di piante esistenti, 25 sono quelle utilizzate ai fini commerciali, e di queste solo 4 sono le principali: la selezione Arabica (che è la più pregiata e rinomata al mondo), la Robusta, la selezione Liberica e la Excelsa.

Le varietà:
Nata nelle regioni montuose dell’Etiopia, l’Arabica è il tipo di pianta più pregiata e rappresenta il 75% di tutta la produzione mondiale di caffé. I caffé Arabica hanno un gusto molto rotondo, sono leggermente acidi e presentano spesso sfumature “cioccolatose”. Il loro profumo è intenso e la crema ha un colore nocciola tendente al rossiccio con una gradevole punta di amaro. L’Arabica è molto sensibile al caldo e all’umido: cresce ad altitudini comprese tra i 900 ed i 2.000 metri s.l.m., ma più alta è la quota delle coltivazioni e migliori saranno le qualità organolettiche del chicco tostato. Il chicco di Arabica ha una forma allungata, con un solco vagamente a forma di S, di colore verde (più o meno intenso) con sfumature azzurre: il quantitativo di caffeina contenuta varia dallo 1,2% all’1,7%.

La Robusta, come dice il suo nome, resiste bene al clima caldo e ai parassiti. Diffusa nei bassopiani tropicali, cresce ad altitudini che vanno dai 200 ai 600 metri. I caffé a base di Robusta sono maggiormente “spigolosi”, astringenti, meno profumati e più amari, e con una crema marrone tendente al grigio. Il chicco di Robusta è più tondo, con un solco molto diritto, di colore verde pallido con sfumature grigie: il contenuto di caffeina è maggiore poiché varia dall’1,6% al 3,2%.

Le piante del caffé, che raggiungono anche gli otto metri di altezza, producono un frutto simile ad una ciliegia che raggiunge la maturazione quando diventa color rosso, all'interno vi sono due semi ricoperti da una piccola membrana argentea, questi semi sono i chicchi di caffé. La raccolta di queste bacche avviene manualmente con la scelta di solo quelle mature oppure con una macchina che però raccoglie anche bacche acerbe dando così luogo a partite eterogenee di prodotto. Le bacche vengono trattate con due procedimenti diversi: a secco o a umido; in entrambi i casi si tratta di separare i semi dalla polpa e dalle varie impurità.
l procedimento umido, darà origine alle qualità più pregiate. I chicchi estratti passano alla fase della selezione al fine di scegliere i più maturi e i più sani. La fase successiva è la tostatura che serve a dare aroma gusto e corpo al caffé. Il chicco cambia colore e dimensione, prendendo l’aspetto classico che noi conosciamo. A questo punto abbiamo la fase più artigianale (e forse la più importante) per aver un buon caffé: la miscelazione. Solo un torrefattore esperto sa miscelare tra loro le infinite varietà di caffé ed è in grado di armonizzare tra loro tutte le preziose sfumature del gusto del caffé. 
Il caffé tipicamente all’italiana è caratterizzato da una intensa tostatura che si traduce in una drastica diminuzione del grado di caffeina e che dona alla bevanda un aroma più deciso. Inoltre questa elevata tostatura rende i chicchi più friabili e quindi più facilmente frantumabili dai macinini. Dalla particolare cura riposta in questa fase cruciale nascono tutte le pregiate miscele di caffé.

I benefici:
 Sono molti i benefici che gli studiosi attribuiscono al caffé e che la rendono una bevanda unica nel suo genere. Infatti è noto che il caffé aumenta la capacità di attenzione, di concentrazione, di memorizzazione e migliora l’umore. Inoltre ha proprietà antiossidanti prevenendo malattie cardiache e tumorali, può anche ridurre il rischio di asma, di contrarre gravi malattie degenerative come diabete di tipo 2, Alzheimer e il Parkinson. Infine bere una tazzina di caffé al mattino a digiuno pare che liberi lo stomaco dai residui di una imperfetta digestione e predisponga l’organismo alla colazione con un maggiore appetito.


Consigli:
Per assaporare il caffé nella sua condizione ideale si dovrebbe assumere tenendo ben presenti alcune semplici regole di base, innanzi tutto non farlo mai freddare! L'alta temperatura, nel momento in cui si serve, è infatti un ingrediente essenziale per valorizzare il sapore di questa sostanza: il calore permette una maggiore concentrazione di sostanze odorose, diverse a seconda delle miscele utilizzate. Sono sufficienti due o tre minuti perché inizi il processo di dispersione del gusto e del profumo, e che si verifichi un "appiattimento" delle note aromatiche.
Inoltre è consigliabile: utilizzare acqua leggera, non salmastra o calcarea, che potrebbe affievolire il sapore; non pressare la polvere dentro la caffettiera; tenere il coperchio alzato in modo da evitare che la condensa del vapore precipiti nel raccoglitore, bruciando o alterando il gusto del caffé; non portare mai la bevanda ad ebollizione, perché diventerebbe sgradevole; conservare il caffé rimasto in contenitori di ceramica o di vetro, che conservano meglio il sapore, e non riscaldarlo mai ponendolo direttamente sul fuoco (meglio preferire il metodo "a bagnomaria").

Il Caffè e la DIETA

01/12/2015
by Pietro Ginesi

Quante calorie apporta una tazzina di caffè?

 

Quanto incidono sulla nostra alimentazione?"

Una tazzina di caffè senza aggiunta di zucchero o di latte non apporta più di due calorie che, nell'economia generale dell'organismo, rappresentano un valore del tutto trascurabile.
Il caffè può avere riflessi sull'alimentazione anche significativi in quanto viene spesso utilizzato in combinazione con alimenti come il latte, oppure lo zucchero.
In questo modo il caffè diventa "veicolo" di nutrienti che di per sé non contiene ma che contribuisce in modo determinante a far assumere.
Alla popolazione adulta, ma anche ai giovani, il latte bianco a volte può non essere gradito e viene consumato più volentieri sotto forma di caffellatte o di cappuccino; quindi, insieme al caffè vengono introdotti gli zuccheri, le proteine, i grassi, le vitamine e i sali minerali contenuti nel latte.

Da uno studio documentato risulta che, se si somministrano 3-4 caffè al giorno a consumatori non abituali, si eleva del 10% circa l'attività metabolica (e quindi la quantità di calorie consumate) in condizioni di riposo.
Ora, senza voler in alcun modo affermare che il caffè "fa dimagrire", appare chiaro che esso può in una certa misura contribuire a limitare l'apporto di calorie e a favorire il dispendio di energia.

 

Il caffè quindi, assunto nelle abituali dosi di consumo (fino a 5 tazzine di espresso al giorno), è inoltre un alimento ricco di proprietà antiossidanti, di potassio e di alcune vitamine importanti come la niacina e il suo precursore: la trigonellina. Inoltre, recenti studi sul caffè hanno dimostrato che se consumato durante un pasto a base di alimenti ad alto potenziale ossidante, come i cibi fritti ricchi di radicali liberi, il caffè protegge le lipoproteine a bassa densità (LDL) dall’ossidazione, reazione che sta alla base del processo di aterosclerosi”.

“Il caffè, infatti aumenta la termogenesi post pranzo, e di conseguenza favorisce la dispersione dell’energia introdotta tramite i cibi non rendendola disponibile per essere immagazzinata sotto forma di grasso.
Inoltre il caffè, mediante la caffeina, agisce sull’ossidazione dei grassi, facendoli degradare più rapidamente, e ha effetti anche sulla glicolisi, rendendo molto veloce il processo di riutilizzo energetico per l’attività fisica”.

Una serie di importanti riflessi che assicurano alla bevanda più famosa in Italia, un valore maggiore oltre al semplice, ma fondamentale piacere con cui spesso apprezziamo il suo aroma.

I benefici della Caffeina per l'organismo.

01/12/2015
by Pietro Ginesi

Il caffè, pur essendo una bevanda molto diffusa e apprezzata non sempre è conosciuta nei suoi risvolti organolettici. Oltre al piacere di un caffè, una tazzina contiene diverse sostanze che provocano un effetto benefico per il nostro organismo.

Naturalmente, come per ogni alimento, e' necessario non farne abuso e non consumarne una quantita' smoderata, se non si vogliono ottenere inconvenienti dovuti all'abuso.
L'abitudine a consumarlo quotidianamente non comporta assuefazione anche dopo lunghi periodi.

Il caffe'  e' una sostanza "nervina", che agisce, in generale, sui centri nervosi, provocando un senso di benessere generale, spronando ad essere maggiormente vigili ed attivi sul lavoro non solo fisico, ma anche e soprattutto in quello che richiede maggiore prontezza di riflessi.
Tale stimolazione proviene dalla "caffeina", in combinazione con l'acidocaffettaninnico (miscela di vari acidi tra cui l'acido clorogenico e l'acido caffeico). La caffeina, alcaloide che il Runge scopri' nel 1820, si trova oltre che nel seme anche nelle foglie della pianta di caffe', te', cacao, cola, mate'. Ecco perche' in alcuni paesi (Isola di Sumatra, ad esempio), si fa uso di decotti del fogliame torrefatto.

Una tazzina di caffe' contiene circa 5 cg. di caffeina e la sua azione eccitante, che si protrae da una a due ore dopo averla bevuta, agendo sul sistema nervoso cerebro-spinale, provoca un risveglio delle facolta' mentali, allontana la sonnolenza, la noia, la stanchezza, anche quella psichica, gli stati depressivi, potenzia le capacita' della memoria, dell'apprendimento, dell'intuizione e della concentrazione, facilita la percezione degli stimoli sensoriali, attenua le cefalee e le emicranie in genere.

Gli effetti positivi della caffeina sull'attivita' dei centri nervosi superiori e' stata sperimentata con la tecnica dei riflessi condizionati: somministrata in dosi terapeutiche si e' osservato che aumenta la rapidita' dei riflessi condizionati, mentre si riduce il loro periodo di latenza.

La sua azione benefica arriva anche al cuore, percio' nella farmacoterapia essa e' stata come cardiotonico. Inoltre, la caffeina potenzia il tono arterioso, senza alterare la pressione, migliorando anche la circolazione delle coronarie. Va tenuto presente che le azioni sul cuore sono del tutto secondarie, e non sono rilevabili nelle dosi usuali di 2 - 3 tazzine. Cio' vale soprattutto per quelle che possono essere considerate le azioni negative, cioe' la tachicardia.

Anche i polmoni beneficiano dell'azione stimolante della tazzina di caffe'. In essi si determina un potenziamento della dilatazione dei bronchi, della ventilazione polmonare, che facilitano una migliore respirazione.
A livello della muscolatura dello scheletro il caffe' potenzia la capacita' di contrazione muscolare, riduce la stanchezza, migliora il coordinamento dei movimenti e il rendimento sportivo. Per questa sua azione tonica sulla muscolatura il caffe' e' indicato per gli sportivi, perche' allevia la stanchezza, specialmente negli sport di lunga durata, quando maggiormente la fatica si impadronisce del fisico ed i movimenti tendono a farsi pesanti.

Stimola i nervi vasomotori e dunque facilita la digestione. Ecco perche' il caffe' oltre che bevanda energetica nel risveglio mattutino, e' utile al pranzo ed alla cena, in quanto agisce sulle pareti dello stomaco, favorendo la secrezione dei succhi gastrici, avviando e migliorando il processo digestivo.

Nel fegato attiva la produzione della bile e la contrazione della cistifellea. Negli intestini coadiuva i movimenti, migliorandone le funzioni. Altri effetti positivi della buona tazza di caffe' si riflettono sulle reni, dove si ottiene la dilatazione delle arterie renali ed il conseguente potenziamento della diuresi.

Sulle ghiandole endocrine stimola la secrezione delle surrenali (corteccia/cortisone, ecc.; midollare/adrenalina), ed infine stimola la funzione tiroidea ed il metabolismo.

Non e' da sottovalutare lo scarso valore calorico del caffe' che, quindi, puo' essere liberamente consumato senza nuocere nelle diete ipocaloriche.

Il segreto della moretta Fanese

01/12/2015
by Pietro Ginesi

E' tempo di vacanza e in tanti stanno affolando le spiagge della città di Fano.

 

Una città di mare conosciuta per le sue spiagge, il suo centro storico e i tanti resti romani, ma spesso apprezzata dai turisti anche per una particolarissima bevanda nata e tutt'oggi molto diffusa a Fano e nelle zone limitrofe.

 

Si tratta della moretta Fanese, che propria dalla città di Fano trae il suo nome; una bevanda straordinaria, ritenuta da alcuni elisir di salute. Forte è infatti il suo effetto nel recupero delle energie o per smaltire agevolmente anche i pasti più pesanti. I primi ad utilizarla furono i marinai fanesi che nel ritorno a casa dopo le notti in altura trovavano nella moretta un ottimo ricostituente.

 

Si tratta di un caffè corretto dal sapore forte e dolce, bevuto sia come digestivo o come corroborante pomeridiano.

 

Per assaggiare la tipica moretta fanese sarà importante:

 

1. la bevanda tipica: l'originale Moretta Fanese

2. Seguire con attenzione la procedura per preparla: La moretta va fatta scaldare con zucchero e una piccola scorza di limone, fino a sciogliere lo zucchero; una volta sciolto lo zucchero si versa, facendo attenzione a mescolarlo gradualmente, il caffè preparato a parte anch'esso ben caldo.

Mischiare con cura e godersi la tipica bevanda dei marinai fanesi....

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Ogni storia, di ogni alcolista inizia circa uno a uno scenario. Accade una situazione di stress, dopo la quale l’uomo non può far fronte con le loro emozioni, ma il cervello e l’anima alla ricerca disperata di un modo per attutire le esperienze e le sofferenze. Io non faccio eccezione. Voglio subito dire che l’ho fatto con il mio problema. In questo mi ha aiutato in primo luogo la mia famiglia e un insolito mezzo di siero Alcobarrier, che gradualmente ha portato il mio desiderio a nulla.

Allora, la mia confessione. Mi chiamo Natasha. Ora ho 32 anni. Al momento, quando ho chiaramente capito che morirò da alcol ho solo 26. Due figli, il marito, la casa, la macchina, i soldi sono sempre disponibili in magazzino, praticamente senza limiti. Apparentemente, nulla impedisce di essere felice, di viaggiare, di migliorare in molte direzioni, ama la sua famiglia, di impegnarsi nella creazione di intimità...



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